Contesto
CGN Servizi è una società benefit che si occupa di software per commercialisti e consulenti del lavoro, con sede a Pordenone. Da sempre attenta ai temi del welfare aziendale e della sostenibilità, si impegna a fondo per generare un impatto positivo sull’ambiente e sulle persone. Il desiderio della società era quello di fare un regalo ai propri dipendenti andando ad arricchire di significato una zona usata quotidianamente da loro: quella della mensa, posta all’interno di un edificio dalla forma circolare, immerso in un verde giardino zen.
Intervento
Il Collettivo DMAV ha progettato per CGN una serie di illustrazioni d’artista ispirate ai valori dell’azienda, espressi attraverso nove haiku formulati dai dipendenti. Le illustrazioni sono poi state stampate in formato fine art a getto d’inchiostro e appese all’interno della mensa. Oltre a questo abbiamo anche caratterizzato l’esterno dell’edificio, realizzando un intervento pittorico sopra al tetto circolare che riportasse il mantra di CGN “ionoi”.
Side notes
Entrambe le opere pongono l’accento sulla dimensione di relazione tra l’individuo e la collettività, tema caro alla società.
Contesto
Villa Russiz è una realtà unica nel suo genere: una struttura che dal 1800 produce vino di altissima qualità usando i proventi per mantenere e crescere una casa di accoglienza di minori provenienti da situazioni familiari critiche. Villa Russiz ha ingaggiato DOF Consulting per un percorso di allineamento e crescita del personale interno alla casa famiglia, che ha poi generato la voglia di intervenire sulla struttura fisica e negli spazi dell’azienda attraverso il Collettivo DMAV.
Intervento
Il Collettivo ha lavorato alla definizione di una serie di illustrazioni e parole da riportare sulla facciata della casa famiglia, per richiamare i concetti, i luoghi e i valori della struttura. La facciata della casa famiglia è poi stata decorata coinvolgendo nella realizzazione i ragazzi e le ragazze che abitano la struttura.
Side notes
Parallelamente DOF Consulting ha progettato il Festival Futuribili, che ha animato Villa Russiz svolgendo diversi workshop al suo interno, in occasione del primo Happiness Camp.
Contesto
Visibilia – Volontariato è cultura è un progetto promosso dal CSV Marche Ets (Centro servizi per il volontariato) che vuole attivare un luogo di ascolto, confronto e condivisione di idee e proposte di associazioni e volontari per il 2024. Un processo partecipato che punta a favorire la conoscenza e la collaborazione delle realtà associative del territorio e creare sinergie. La necessità del CSV Marche Ets era quella di condividere i propri intenti con il resto del territorio pesarese.
Intervento
Il progetto per Visibilia è stato quello di un murale che raggruppasse le parole chiave dell’iniziativa, gli intenti e i valori che la caratterizzano. Un manifesto espresso attraverso l’uso di lettering diversi che trasmettono con forza il significato intrinseco delle parole scelte. È stato poi dipinto su una grande facciata di 200 metri quadri all’interno del Campus Scolastico di Pesaro. Un modo per rendere visibile l’invisibile, aiutare il processo di presenza ad essere tangibile, evocando attraverso l’installazione artistica l’aiuto e il contatto che caratterizzano la forma e la sostanza del volontariato.
Side notes
Per l’inaugurazione del progetto l’area del murales è stata animata dalle performance artistiche di alcune associazioni, un modo per evidenziare il tema del progetto: svelare l’invisibile.
Contesto
Il progetto si inserisce nel palinsesto di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023 e nasce dalla collaborazione con l’Istituto Pasquale Agazzi per valorizzare l’esperienza pedagogica delle sorelle Agazzi nel contesto bresciano e per sottolineare la contemporaneità di alcuni nuclei filosofici centrali. Il progetto è stato presentato nell’ottobre 2023 all’interno del Festival dell’Educazione.
Intervento
L’opera è una serie di tre neon piegati a mano, collocati in alcuni luoghi della vita e del lavoro delle sorelle Agazzi, tra cui la scuola in cui prestarono servizio.
L’inaugurazione si è svolta attraverso una serie di performance di danza contemporanea, canto agazziano rivisitato e reading poetici.
Side notes
Per la prima volta viene introdotto nei neon di DMAV l’elemento figurativo. Questo processo nasce dalla suggestione delle “cianfrusaglie”, i piccoli oggetti valorizzati dalla riflessione agazziana. In omaggio a questa immagine bellissima della “verità nelle tasche dei bambini” nasce l’inserimento di un bottone in uno dei neon e della figura stilizzata di un bambino.
Contesto
The Village nasce nel 2011, all’interno di Dof Consulting, come modello di lavoro sullo sviluppo di comunità, sotto forma di libro e di raccolta di illustrazioni d’artista. Da qui viene sviluppata una serie di performance DMAV dedicate al tema della ricerca sociale e dello sviluppo dei talenti. Il progetto si è evoluto dal 2012 Fino al 2023, anno della seconda collezione di immagini d’artista e al nuovo lancio del libro con l’editore Ayros.
Intervento
Il progetto parte dall’analisi dei processi di comunità basata sull’immagine archetipica del villaggio come forma in cui si rispecchiano le dinamiche delle persone e dei gruppi. Le immagini descrivono in modo evocativo i 15 archetipi che caratterizzano la struttura di una comunità e che possono essere utilizzati per studiarne le caratteristiche, le risorse, le fragilità, le potenzialità. La rilettura di The Village realizzata da DMAV ha dato vita al ciclo di performance Echoes, che mette in scena attraverso una performance teatrale e musicale la vita del Villaggio, consentendo alle comunità di meditare sulle proprie caratteristiche essenziali, sulle risorse, sui fantasmi e sulle fragilità, sui futuri possibili.
Village collection
DMAV ha curato la riprogettazione grafica degli archetipi di comunità di The Village. Lo studio preliminare ha definito i moduli espressivi più in linea con le esigenze espressive del progetto e la realizzazione grafica, curata da Giulia Ferrari, ha portato sia al design della nuova pubblicazione (uscita per Ayros editore nel 2023), sia alla creazione del mazzo di carte The Village che completa l’esperienza di fruizione del metodo.
Side notes
The Village è concepito come progetto permanente che si sposta seguendo i flussi delle comunità e dei progetti. Tra le città in cui è stata realizzata la performance: Trieste, Udine, Milano, Torino, Cervia e molte altre. Il nuovo libro è in vendita sul sito di Ayros (link)
Contesto
“Choose” è un intervento artistico permanente che va ad arricchire il museo a cielo aperto del Parco di Villa Toppo Florio. Si tratta di un intervento che utilizza i linguaggi e le suggestioni dell’arte pubblica per lavorare sulla dimensione e l’esperienza della siccità e la consapevolezza ambientale.
L’opera parte dal presupposto che rispetto alle questioni ambientali, ci troviamo costantemente di fronte ad un bivio, a delle scelte possibili, spesso opposte. Tuttavia l’importante non è riflettere sul senso del bivio, bensì agire, concretamente e in prima persona, partendo da sé stessi. L’installazione ci invita a decidere, a prendere posizione, ad agire, anche solo all’interno dello spazio simbolico aperto dall’opera.
Intervento
Un’installazione fisica con, però, una grande componente di “concettuale”. L’opera è realizzata in forma permanente a partire dal delicato poggio ai piedi della prima rampa di scale che dalla Villa porta al Parco per concludersi nell’area in cui termina la scalinata. Visivamente ci si trova davanti a un ideale triangolo che inscrive l’intervento artistico site specific.
Al vertice di questo triangolo una grande “O” in plexiglass trafitta da una freccia mobile in ferro, mentre ai due angoli opposti, alla fine dei gradini, sono dipinte le parole “Avere” ed “Essere” che creano un immaginario crocevia. Un bivio naturale che si presenta davanti agli occhi del visitatore mentre si immerge nell’esperienza del parco. La biforcazione vuole sottoporre, in termini visivi ed esperienziali, la grande domanda che regola il rapporto tra esseri umani e ambiente: Avere o Essere? Fondamentale sarà la mossa che ciascuno deciderà di compiere e che contribuirà a indirizzarci, come collettività, in una direzione o nell’altra.
Side notes
TreeArt Festival è una manifestazione che si muove tra divulgazione scientifica, cultura, cinema, spettacolo dal vivo e arte contemporanea: discipline che assieme dialogano e interagiscono nel segno della promozione della sostenibilità ambientale e sul ruolo che le piante e gli alberi possono avere nelle nostre città del futuro.
L’opera vuole insistere, riecheggiando il celebre testo di Erich Fromm, sul grande tema dell’equilibrio instabile tra uomo e ambiente, senza sciogliere l’ambiguità di fondo che avvolge queste due dimensioni nello scenario contemporaneo.
Contesto
Il nuovo lavoro di DMAV continua il percorso di ricerca e le sue “dichiarazioni d’amore al neon” dedicate a una serie di progetti musicali di profondo impatto generazionale, che si sono depositati in fondo all’anima e nella storia della musica. Dopo le installazioni più recenti, Sacred Ground a Torino e Do it yourself a Bologna dedicate al movimento “Straight edge”, è la volta di uno dei capolavori di Coltrane, Blue Train, associato a un progetto bolognese di rigenerazione e di innovazione sociale, “Fermata Barca”.
Intervento
Dalla libertà del Punk a quella, diversa e altrettanto potente, del Jazz per giocare con le visioni, i sogni e le azioni di un progetto di trasformazione sociale.
Il filo conduttore che orienta la nuova neon story di DMAV ha a che fare con la dimensione sciamanica della musica, si lega in particolare a quei progetti musicali capaci di generare una visione, una sorta di alterazione dimensionale, che vibra nello spazio ed è capace di cambiare le caratteristiche di un luogo, di creare un immediato e vitale coinvolgimento all’interno della comunità, di riaccendere il fuoco nello spazio sacro del villaggio.
Bluetrain è dedicata al disco omonimo e realizzata site specific per il progetto di animazione culturale e rigenerazione urbana che verrà realizzato nello spazio suggestivo del “Treno della Barca” a Bologna, lo storico edificio progettato da Giuseppe Vaccaro. La scelta del Jazz è riferita anche alle filosofie e alle logiche di rigenerazione, di partecipazione, di realizzazione creativa che sono alla base di questo percorso di animazione sociale e culturale.
Side notes
Come ricorda Lewis Porter, nel suo bellissimo libro Blue Trane, Coltrane stesso affermava: “La mia musica è l’espressione spirituale di quello che sono: la mia fede, le mie conoscenze, il mio essere. Credo che la musica possa rendere il mondo migliore e, se ne sono capace, voglio contribuire a farlo. Mi piacerebbe mostrare alla gente il divino usando un linguaggio musicale che trascenda le parole. Voglio parlare all’anima delle persone”.