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PPP ParoleParoleParole

Contesto 
ParoleParoleParole è un intervento di public art realizzato dal collettivo DMAV, in collaborazione con START Cultura, in occasione dei cento anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini. Il progetto nasce dall’idea di creare un percorso, poetico e fisico al tempo stesso, che colleghi, come tappe di un’ideale geografia pasoliniana, Casarsa, Codroipo e Valvasone.

Intervento 
ParoleParoleParole nasce da una riflessione sul rapporto tra la poetica di Pasolini e i luoghi che, in gioventù, hanno costituito il suo panorama fisico e interiore. Il ricorso alla lingua friulana nella realizzazione delle tre luci d’artista ha lavorato su alcuni nuclei fondamentali che, nel corso del tempo, hanno punteggiato il lavoro del poeta. Le tre installazioni al neon, collocate sull’edificio del Centro Studi Pasolini di Casarsa, presso la ruota Irma di Valvasone e di fronte alla chiesa di Goricizza, a Codroipo, richiamano, riprendendo la calligrafia originale dell’autore, il rapporto con la passione amorosa (Brusâ d’amôr, bruciare d’amore), con il nutrimento dell’acqua (L’aghe e cor, l’acqua scorre) e con l’irradiazione della luce (Lûs tra i morârs, luce tra gli alberi). Mettendo in connessione questi centri di intensità poetica, DMAV ha voluto creare un gioco di suggestioni visive che vanno a segnare un’ideale geografia pasoliniana, a partire da un tema comune: il rapporto col tempo come dimensione allo stesso tempo storica e archetipica. A unire, idealmente, gli elementi è infatti un grande intervento di text art,  Pardilàdaidís (al di là dei giorni), realizzato su una delle strade che Pasolini attraversava in bicicletta, presso i Prâts di Lorêt che costeggiano il Tagliamento, e che evoca. A completare il ciclo di opere, sono stati realizzati un video di documentazione poetica, in cui il corpo pasoliniano riprende vita per abitare, come un benevolo fantasma in bicicletta, i luoghi amati, e un’installazione audio (a cura di Antonio Della Marina) che, montando frammenti di voce del poeta con tracce musicali di diversa provenienza, evoca la sacralità del suono e della vibrazione musicale nell’opera cinematografica di Pasolini.

Side notes
L’inaugurazione del progetto è stata l’occasione per realizzare un evento pubblico di tipo molto particolare: un viaggio in bicicletta, a partecipazione aperta al pubblico, che ha percorso il Friuli seguendo il tracciato delle installazioni. Un’occasione per unire la ricerca artistica e l’idea che sia possibile, attraverso interventi di arte pubblica, ripensare il rapporto con il territorio.

Partnership
ParoleParoleParole è realizzato dal collettivo di Social Art DMAV e promosso da START associazione culturale, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione del comune di Codroipo, il Comune di Valvasone Arzene, il Comune di Casarsa e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa, la Fondazione Casali.

The Village / Echoes

Contesto 
The Village nasce nel 2011, all’interno di Dof Consulting, come modello di lavoro sullo sviluppo di comunità, sotto forma di libro e di raccolta di illustrazioni d’artista. Da qui viene sviluppata una serie di performance DMAV dedicate al tema della ricerca sociale e dello sviluppo dei talenti. Il progetto si è evoluto dal 2012 Fino al 2023, anno della seconda collezione di immagini d’artista e al nuovo lancio del libro con l’editore Ayros.

Intervento 
Il progetto parte dall’analisi dei processi di comunità basata sull’immagine archetipica del villaggio come forma in cui si rispecchiano le dinamiche delle persone e dei gruppi. Le immagini descrivono in modo evocativo i 15 archetipi che caratterizzano la struttura di una comunità e che possono essere utilizzati per studiarne le caratteristiche, le risorse, le fragilità, le potenzialità. La rilettura di The Village realizzata da DMAV ha dato vita al ciclo di performance Echoes, che mette in scena attraverso una performance teatrale e musicale  la vita del Villaggio, consentendo alle comunità di meditare sulle proprie caratteristiche essenziali, sulle risorse, sui fantasmi e sulle fragilità, sui futuri possibili.

Village collection
DMAV ha curato la riprogettazione grafica degli archetipi di comunità di The Village. Lo studio preliminare ha definito i moduli espressivi più in linea con le esigenze espressive del progetto e la realizzazione grafica, curata da Giulia Ferrari, ha portato sia al design della nuova pubblicazione (uscita per Ayros editore nel 2023), sia alla creazione del mazzo di carte The Village che completa l’esperienza di fruizione del metodo.

Side notes
The Village è concepito come progetto permanente che si sposta seguendo i flussi delle comunità e dei progetti. Tra le città in cui è stata realizzata la performance: Trieste, Udine, Milano, Torino, Cervia e molte altre. Il nuovo libro è in vendita sul sito di Ayros (link)

Luce nera

Contesto
Luce nera è un progetto di ricerca fotografica permanente e in lentissimo sviluppo che portiamo avanti attraverso gli incontri che facciamo lungo il cammino di DMAV. Si tratta di ritratti dedicati a persone che, in modo molto diverso ci hanno stimolato, colpito, ispirato, provocato. 

Intervento 
In questo percorso utilizziamo una logica di ritratti “sbagliati”, lontani dai canoni dei ritratti classici, in cui lavoriamo con un eccesso o un difetto di esposizione, spesso alterando la composizione attraverso la luce di Wood, facendo così emergere delle qualità nascoste dell’immagine e dell’atmosfera dell’incontro. 

Il concetto di Luce Nera ha una valenza plurale, un interesse per ogni forma di luce diversa dalla luce del sole e dalla luce bianca, ogni forma di luce che svela proprietà intrinseche ma non del tutto visibili in condizioni normali come ad esempio la luce di Wood oppure la luce che nasce da fenomeni di rimbalzo inverso come quello della luce cinerea in cui osserviamo il “chiaro di terra” sulla luna.

Il progetto cerca di creare connessioni con esperienze che abbiano un forte valore sociale, una ricerca lontana dalle mode o dal gusto mainstream, una forma di militanza e di integrità legata a un concetto, a una visione, a una dimensione di pensiero critico, di gusto estetico e di responsabilità civile e ambientale.

Side notes 
Tra i primi ritratti di Luce Nera, abbiamo lavorato con il filosofo Pier Aldo Rovatti, l’artista e attivista Alfredo Meschi e la ballerina di Burlesque Mizy Mia Grand Ame. 

Luce nera vuole essere un progetto di illuminazione deviata e deviante. Non portare la luce ai margini, ma incontrare pratiche di resistenza per accettare la sfida dell’opacità. Far vedere senza far vedere. Una luce rifugio, una luce alterata, una luce imperfetta. Macchie nere, dark side of the moon, dark star. Il tracciato delle onde dalla pulsare CP 1919 in copertina di Unknown Pleasures.

Babatwoosh

Contesto
All’interno del progetto Minimalia DMAV ha realizzato una serie di performance che hanno coinvolto Babatwoosh, la veggente digitale proveniente dall’Islanda. L’incontro con Babatwoosh, che da molti anni porta avanti pratiche che uniscono la riattivazione di forme di contatto con il sacro tipiche della ritualità orientale a un’attenzione specifica rivolta alle sperimentazioni digitali, è stata per DMAV l’occasione di generare un’ulteriore livello di confronto con lo spazio sociale.

Intervento
La performance realizzata all’interno di Minimalia rimette in scena l’esperienza induista del Darshan, l’incontro con il guru, attraverso un esperimento che lavora al confine tra la ricerca spirituale, la ritualità collettiva e le tecniche di mind control che pervadono la comunicazione contemporanea. A metà tra performance artistica, operazione di ipnosi collettiva e riflessione sul sacro contemporaneo, Babatwoosh offre a chi entra in contatto con lei un momento di consapevolezza e di attivazione di un paradossale sacro contemporaneo. Creando una dimensione di ritualità collettiva, le azioni portate avanti da DMAV assieme a Babatwoosh sono l’occasione per reinventare uno spazio di raccoglimento, adorazione e guarigione.

Side notes 
In uno degli incontri più intensi della performance, prende forma la lettera a Babatwoosh di Alessandro Mezzena Lona, giornalista e scrittore di Trieste.

Intenso anche l’incontro con la guru digital al Dumbo di Bologna, nell’ambito del festival Cambiamenti.